Questioni energetiche, l’etanolo può affamare il mondo ma io ci credo
29 04 2008Non c’è dubbio che l’energia sia uno dei nodi principali, se non vogliamo dire il vero nodo del futuro. La disponibilità di risorse energetiche, soprattutto di petrolio e metano, ha fatto la ricchezza dei paesi arabi, dell’est e del nord Europa.
Il mondo si trova di fronte a decisioni importanti con posizioni diverse e contrastanti, spesso dettate più dagli interessi che non da serie riflessioni.
Del petrolio sappiamo molto: il prezzo sale per via di speculazioni e per via di una domanda che col passare degli anni si è fatta sempre più alta. A vantaggio però solo delle economie e dei paesi produttori, facendo però soggiacere molti a un ricatto perenne. Il petrolio inoltre produce inquinamento diffuso e con scarsa possibilità di controlli sostenibili.
Il gas naturale, il metano, inquina meno ma presenta gli stessi problemi del petrolio, cioè la concentrazione in poche mani e di pochi produttori dei benefici dai quali però dipende la vita di miliardi di persone. Petrolio e metano sono le materie prime di un oligopolio energetico che, oltre a presentare questioni di approvvigionamento, sono risorse non rinnovabili. In altri termini, non sappiamo bene quando, ma sono destinate a finire.
Il carbone, pulito o meno, è un’altra fonte non rinnovabile, inquina e non può essere considerata una fonte a lungo termine.
Cosa fare allora?
Un dibattito interessante si è sviluppato sull’etanolo. L’etanolo è alcol ottenuto dalla fermentazione di prodotti agricoli, soprattutto il mais (negli Stai Uniti soprattutto) e la canna da zucchero (soprattutto in Brasile) e permette di far funzionare i veicoli come carburante ecologico. Brasile e Usa da soli producono il 95% dell’etanolo, utilizzando vaste coltivazioni di mais e di canna da zucchero. L’etanolo è un’energia pulita, anche se la polemica si concentra sul fatto che la produzione di mais e canna da zucchero per produrre carburante sottrarrebbe cibo al mondo, utilizzando quantità ingenti di terra e di acqua. Sempre secondo i critici la produzione di mais e canna per produrre etanolo alzerebbe i prezzi degli alimenti tanto da affamare il mondo.
Io, nonostante ciò che scrivo, sono favorevole invece all’utilizzo dell’etanolo. Non come fonte esclusiva di energia, ma come una delle fonti importanti su cui far conto nel futuro. Chi infatti accusa l’etanolo di essere “un crimine all’umanità” dimentica alcuni aspetti. Innanzitutto dimentica che la produzione di etanolo può essere un modo, ed il Brasile ne è un caso evidente, per dare un’autonomia energetica e far crescere l’economia di paesi non produttori di petrolio, che hanno però vaste terre coltivabili e che possono in questo modo risollevarsi verso uno sviluppo sostenibile. Non a caso il Presidente brasiliano Lula difende in modo strenuo la scelta dell’etanolo (che ha superato in Brasile come carburante la benzina), proprio evidenziando con toni forti il suo carattere sociale contro le grandi multinazionali e i paesi ricchi.
In secondo luogo la tecnologia genetica (troppo spesso osteggiata per motivi ideologici) può sicuramente produrre dei tipi di mais e canna da zucchero adatti alla produzione di carburanti in modo più efficiente e con un rendimento maggiore.
In terzo luogo la produzione di etanolo, ottenuto dalla fermentazione del mais, può dare come sottoprodotto mangime per animali ad alto contenuto proteico che faranno sicuramente molto comodo agli allevatori di polli, bovini, suini, ecc. Inoltre dire che il prezzo degli alimenti è dovuto alla richiesta maggiore di etanolo non spiega come mai tutte le materie prima siano aumentate quasi in ugual misura. Senza inoltre dimenticare il fatto che laddove c’è abbondanza d’acqua (come negli USA e in Brasile), risparmiarla non migliorerebbe la situazione nelle zone del pianeta dove l’acqua non c’è.
Naturalmente la migliore strategia è quella di dosare le varie fonti di energia, in modo da non rendersi dipendenti da nessuna fonte, come invece adesso è per il gas e il petrolio. Largo spazio quindi anche alle fonti rinnovabili come l’energia eolica, il solare e l’idroelettrico, e perchè no, anche al nucleare. E anche alla produzione e l’utilizzo dell’etanolo. Ma affrontando ogni cosa in modo scientifico e pacato, con un occhio anche all’economia, perchè rifiutando l’etanolo, nucleare e rigassificatori, pale eoliche perchè deturpano il paesaggio e i pannelli solari nei centri storici perchè rovinano l’aspetto della città, facciamo solo una cosa: diciamo di sì al petrolio, all’inquinamento e ai ricatti economici che esso produce.
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